Guida completa del plantare ortopedico

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Presentiamo una breve guida completa del plantare ortopedico perché sia chiaro il tipo di intervento che esso attua e quando è necessario affidarsi a un plantare per correggere e curare posture errate o specifiche patologie del piede.

Partiamo da piccoli cenni storici funzionali alla comprensione di una parte del corpo importante, e dalla storia controversa.

Nel passato il piede veniva considerato come una struttura statica assimilabile all’arco, alla volta o alla capriata.

Nel lontano 1870 fu Farabeuf a formulare per la prima volta la teoria del tripode, ritenendo il piede una struttura rigida formata da volte poggiate su tre punti.

Fra le tante teorie sviluppate nel corso degli anni, Mc Conail, Debrunner, Piret, Bezier, Pisani, ed altri, si sono chiesti come realmente si possa assimilare il piede nella sua specifica funzione.

Dopo attenti studi, enunciarono che la specifica funzione del piede è assimilabile ad una elica a passo variabile.

Il piede è, infatti, l’unico contatto diretto con la superficie d’appoggio.

Questa guida completa del plantare ortopedico indica l’importanza di una valutazione del piede, arto sottoposto all’azione e reazione gravitaria, che esplica la propria funzione mediante un sistema filogravitario che, nella fase di rilassamento sulla superficie d’appoggio, utilizza la forza gravitaria.

Dispone di innumerevoli recettori di vario tipo, grazie ai quali riceve e trasmette costantemente flussi informativi, adatta la propria struttura alla superficie d’appoggio informandone il sistema centrale.

La guida completa del plantare ortopedico parte da come nel tempo le tecniche si siano perfezionate, come la progettazione e la costruzione dei plantari poggi ormai su regole precise, che raggiungono l’obiettivo mediante la valutazione delle forze ambientali nel quadro biomeccanico.

La guida completa del plantare ortopedico cita la definizione medica di questo: “il plantare è un dispositivo medico non invasivo amovibile destinato a essere inserito in una calzatura su misura o di serie.

Esso deve essere realizzato su misura con materiali non traumatizzanti che non presentano il rischio di deformazione permanente e che non inducano reazioni d’intolleranza cutanea”.

Il plantare deve essere eseguito su prescrizione medica, la quale dovrà precisare: la natura della patologia che giustifica la fornitura; le indicazioni cliniche che influiscono sulla realizzazione del plantare e il tipo di plantare sulla base della codificazione ISO, specificata dal Nomenclatore Tariffario.

Il plantare è destinato quindi a: correggere un disequilibrio statico e dinamico del soggetto con disfunzioni morfologiche e patologiche del piede, scaricare i punti di appoggio dolorosi, fasciare e compensare le lesioni definitivamente guarite.

In base alla funzione possiamo avere:

1. PLANTARI CORRETTIVI: correggono progressivamente la statica difettosa del piede oppure un’anomalia dell’impronta plantare;

2. PLANTARI ANTALGICI: riducono, limitano ed eliminano il dolore ammortizzando e scaricando l’urto in un punto dolente. Consentono di ridurre la limitazione funzionale legata al dolore;

PLANTARI BIOMECCANICI: hanno lo scopo di riassorbire l’onda di shock cui il calcagno è sottoposto nella fase di primo appoggio al suolo e di stabilizzare le teste metatarsali favorendo la postura anatomica fisiologica del piede e verticalizzando il retropiede.

Guida completa del plantare ortopedico

Come si ottiene un plantare: rilevamento dell’impronta ed esame baropodometrico

Il podoscanalyzer rileva l’impronta computerizzata in fase statica della pianta del piede per mettere in evidenza le zone di carico.

L’esame baropodometrico statico e dinamico, è volto a prevenire l’insorgenza di complicazioni che possono riflettersi sulla struttura corporea perché fornisce informazioni sulle pressioni scambiate tra il piede e il terreno, sulla stabilità, sulla distribuzione del peso corporeo e su eventuali sovraccarichi metatarsali o digitali.

Il sistema, tramite la valutazione approfondita dello svolgimento del passo, evidenza alterazioni derivanti da problemi del piede, della caviglia o del ginocchio ed è infatti richiesto dagli specialisti nella valutazione periodica dei pazienti per migliorare la diagnosi e per dare indicazioni terapeutiche più precise.

L’esame è inoltre un valido ausilio per il tecnico ortopedico nella realizzazione di ortesi plantari personalizzate sempre più accurate.

L’esame può essere eseguito a piedi nudi, per valutare patologie e individuare le zone di sovraccarico, e con le scarpe, per verificare la congruità della correzione dell’ortesi plantare.

Il test prevede il controllo in ortostatismo bipodalico (esame statico) e l’indagine del passo durante la deambulazione (esame dinamico).

Il plantare può essere realizzato secondo metodiche diverse:

  1. AD ASPORTO: da un blocco di materiale idoneo alla patologia del paziente, in relazione alla morfologia del piede vengono creati degli scarichi asportando e modellando il materiale;
  2. AD APPORTO: in relazione alla morfologia del piede, si applicano elementi di correzione su una base detta “di supporto” ;
  3. SU CALCO: in relazione alla impronta tridimensionale, la conformazione del materiale costituisce sia la base che l’elemento di correzione;
  4. DINAMICO: in relazione all’impronta del paziente rilevata durante la deambulazione.

Il plantare verrà quindi realizzato dopo un’attenta valutazione della patologia (per evidenziare le deformità e la forma del piede e le caratteristiche della cute); verranno poi rilevate le misure e infine verrà consigliata la calzatura più idonea, che rappresenta un elemento di grande importanza per la riuscita di un buon lavoro e quindi del raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

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